img
Home / Books / Grammatica italiana: dai congiuntivi ai tempi verbali, tempi duri per la lingua italiana

Grammatica italiana: dai congiuntivi ai tempi verbali, tempi duri per la lingua italiana

/
/
/
614 Views

Il ministro dell’Istruzione Fedeli sbaglia congiuntivo, utilizza espressioni fuorvianti e la grammatica italiana? È il caso di dire “che tempi, signora mia, che modi..”

Pubblichiamo un breve testo sulla grammatica italiana che Fabio Nardulli, giornalista professionista, ha condiviso sul suo profilo facebook. Ci auguriamo che possiate leggerlo in classe, a casa, in autobus, in treno… ovunque voi siate. È un testo di grande arguzia, sagacia e perfetta conoscenza dei tempi e dei modi verbali, nonché scritto come dovrebbe essere scritto un testo in lingua italiana.

LEGGI ANCHE: “Tutto il tempo che vuoi” di Francesco Gungui edito da Giunti per gustare la vita senza piano B

Appropriamoci del nostro tesoro più grande: l’Italiano. Una lingua nata dalla letteratura per la cultura, quella che ha unito un popolo nel nome dell’Arte.

Grammatica italiana

Amici lettori, “Ah che tempi, signora mia, che modi…” di Fabio Nardulli

Un mio prossimo è appena passato. Mentre un mio trapassato mi si connetteva in remoto. Per spiegarmi che tutto è imperfetto. Il futuro è semplice, quando è anteriore: ma se mi guardo indietro, è il futuro posteriore a preoccuparmi.

Incontri la prima persona, la seconda persona, la terza persona, e le trovi singolari. Ma siete maiestatis plurali? Scoprireste che l’unico che può coniugare è il prete sull’altare. (Forse perché conosce il Verbo?). Che il presente riesce ad ascoltare un attimo prima. Che l’unico transitivo è un MtF. Ma che puoi rilassarti, perché un ausiliare non può multare.

Certo, in questi casi il condizionale è d’obbligo, e l’imperativo è categorico: lo trovo indicativo. Ma io amo il tempo composto, che sa stare al suo posto. Per me, un tempo non è più verbale se lo scrivo.

Come una vocale è tale solo se pronunciata. (E ciò almeno allevia il dolore, e lo trovo consonante).

Un tempo – non ora, dico – il tempo era molto più riflessivo. Oggi invece vanno le forme più distaccate, fredde: impersonali. Persino l’infinito è un bluff: lo pronunci ed è finito.

Ma in realtà era già tutto scritto: il congiuntivo ha presente, imperfetto, passato e trapassato. Sì, il congiuntivo non ha futuro.

 

Restiamo in contatto

Se ti iscrivi alla newsletter, promettiamo di non diturbarti spesso. Vogliamo solo cambiare un minuto della tua giornata con qualche pillola di novità!

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

It is main inner container footer text