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Metro Poetry, viaggio in versi nella metro di Torino

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Metro Poetry, il progetto “in versi” nella metropolitana di Torino per sensibilizzare alla lettura della poesia

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano-
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena-

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano.

E. Dichinson

Metro Poetry, un viaggio sulle corde della poesia.

Metro PoetryViaggiare in metropolitana, cullati dalla musicalità dei versi di Emily Dickinson o da quelli di Foscolo, Prévert e Rimbaud, Shakespeare e Dickinson, Edgar Allan Poe e Walt Whitman, Federico Garcia Lorca e Pablo Neruda è un piacere che in pochi, anzi in pochissimi, hanno la possibilità di vivere.

Fino al 15 aprile nell’underground level di Torino, i più sensibili e intelligenti potranno decidere di mettere il telefono in tasca e di abbandonare i sensi alla poesia.

Solitamente si entra nel vagone con gli occhi puntati sullo smartphone per vedere le ultime notifiche su facebook; ci si siede facendosi un selfie da pubblicare subito su instagram; qualche passeggero legge l’ultimo best seller e i superstiti del “bel motto” conversano sul gossip e sulle ultime notizie di cronaca e di politica.

Per qualche mese, e si spera anche per più tempo, Torino sussurrerà poesie alle orecchie di tutti, cercando di infondere l’amore per la lettura dei grandi classici.

L’idea di Metro Poetry è di diciannove poeti, che hanno raggiunto l’obiettivo di portare la Cultura nei luoghi di passaggio.

Il progetto Metro Poetry:

Otto voci e oltre settanta poesie per cinque volte al giorno saranno diffuse da radio Gtt (Gruppo trasporti torinesi) in tutte le stazioni della metropolitana, fino a metà aprile. Leopardi e Foscolo, Prévert e Rimbaud, Shakespeare e Dickinson, Edgar Allan Poe e Walt Whitman, Federico Garcia Lorca e Pablo Neruda sono soltanto alcuni dei nomi selezionati.

La maggior parte dei versi trasmessi si imparano a memoria a scuola, «perché ci piaceva l’idea non solo di far conoscere le poesie a chi ne è digiuno, ma cullare i viaggiatori con i loro ricordi», spiega Nicoletta Fabrizio dell’associazione culturale Yowras (Young Writers & Storytellers). L’ente che – prima ancora di diventare ufficialmente tale, ha sempre avuto un sogno: creare Cultura e farla diventare possibilità di crescita personale – ha ideato l’iniziativa, accolta dalle case editrici Adelphi, Giunti, Guanda e Newton Compton che hanno messo a disposizione le raccolte da cui sono stati estratti i brani.

Chissà se per un attimo Leopardi riuscirà a rigenerare negli animi assopiti degli adulti il senso di maraviglia, la capacità di immaginare e di sognare e mei cuori spenti dei giovani la curiosità, la voglia di vivere e di sperare.

Anche perìa fra poco

la speranza mia dolce: agli anni miei

anche negaro i fati

la giovinezza. Ahi come,

come passata sei,

cara compagna dell’età mia nova,

mia lacrimata speme!

Giacomo Leopardi

 

 

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